È iniziato tutto a Venezia, nel cuore pulsante della Biennale, dove Netural Coop è stata invitata come coorganizzatrice e portatrice di istanze contemporanee sulla Demopraxia e lo Statodellarte. Il 21 ottobre 2025, nell’ambito del “GENS Public Programme” della 19a Mostra Internazionale di Architettura, le Corderie dell’Arsenale hanno ospitato una giornata di studi che ha coinvolto artisti, ambasciatori Rebirth/Terzo Paradiso, istituzioni, studiosi, amministratori e attivisti. Insieme, per interrogarsi sulle opere demopratiche, strumento di rigenerazione civica, sociale e culturale, e per esplorare nuove forme di convivenza armonica.
Portare questi pensieri a Gorizia e Nova Gorica, fra il 23 e il 25 ottobre 2025, ha significato sperimentare direttamente la “pratica della cittadinanza” e il metodo demopratico, ideato da Paolo Naldini e promosso dalla Fondazione Pistoletto. Il Forum GO! 2025 “Cittadellapace, Cittadelfuturo” ha raccolto più di 60 organizzazioni di Italia e Slovenia, mettendo in dialogo istituzioni, artisti, cittadini, studenti: non solo per discutere, ma per costruire concretamente la città del futuro.
Il processo demopratico, in tutte le sue fasi – Mappatura, Forum, Cantiere – ha preso forma nella città, con la collaborazione orizzontale tra studenti (la sfera di giornali inaugurale prodotta dal Liceo Fabiani ne è stato potente simbolo), realtà attive locali, tavoli tematici che hanno fatto delle differenze una ricchezza, superando barriere amministrative, linguistiche, culturali.
Il forum è stato attraversato da tavoli che hanno dato voce ai temi più vivi della conurbazione italo–slovena:
- Scuola: interprete di uno spazio civico aperto, laboratorio educativo transfrontaliero, luogo di benessere e partecipazione, partnership tra pubblico e privato, chiave di cittadinanza attiva.
- Urbanistica: pianificazione di luoghi senza barriere, aggregazione, lavoro, natura, cultura. Priorità alle alleanze, all’intelligenza collettiva, alla governance diretta.
- Cultura: rigenerazione del concetto di città-museo, cultura come linguaggio condiviso e progetto interdisciplinare, welfare culturale, eventi e mappe di comunità.
- Burocrazia: pratiche amministrative agili e creative, tavoli transfrontalieri e mappature pubbliche, processi partecipativi come motore d’innovazione.
- Città della Pace: conoscenza di sé, fiducia, accoglienza della diversità, memoria condivisa, fratellanza vissuta, riti civili e Festa dell’incontro e della pace come lascito di GO2025.
- Geopolitica, Demografia, Territorio: cultura dell’accoglienza ponderata, promozione delle best practice, università integrate, servizi comuni, azioni per giovani e nuovi cittadini.
- Sport e Architettura: comunità costruita attraverso il movimento, progettazione transfrontaliera di simboli che abbattono il confine e lo reinventano come luogo di dialogo (il Terzo Paradiso).
Tra i protagonisti delle giornate, figure di primo piano come Michelangelo Pistoletto, Andrea Illy, Antonella Nonino, Patrizia Moroso e Paolo Verri. Quest’ultimo, ospite della prima serata, ha sottolineato con forza:
«Non basta più ragionare di soli mattoni e infrastrutture, dobbiamo, prima ancora, intessere trame di cooperazione, mettere insieme i neuroni, i pensieri, i bisogni delle persone. È nella capacità di connessione che risiede la chiave della crescita felice e della città futura.»
Il Forum ha chiesto con forza di superare la logica della competizione continua — “l’accumulo come fine ultimo si è rivelato insostenibile”, ha dichiarato Verri — e di considerare l’alleanza come nuova radice per lo sviluppo umano e urbano. Serve un nuovo paradigma: scambiare idee, imparare dagli altri, intrecciare esperienze e conoscenze, porre più domande. La vera innovazione nasce dalla capacità di tessere reti.
Come ha ricordato Verri, «Il Covid ci ha insegnato che è possibile prendere decisioni collettive, pensare e agire a beneficio comune, persino a scala planetaria».
E ancora: «La cura di una città, il suo buon sviluppo, passa per la produzione, l’educazione, l’equilibrio ambientale e sociale: solo una società in cui la cura è centrale può produrre un futuro di pace. Questo Forum ha dimostrato che si può e si deve ambire a una cultura dell’accoglienza ponderata e del rispetto reciproco, facendo delle differenze la più grande risorsa collettiva».
Ciò che è emerso nella plenaria è stato l’affermarsi di nuovi claim:
- Politiche prima della politica: coltivare alleanze e collaborazioni prima delle singole azioni strutturali.
- Tempo e spazio: investire tempo nella qualità delle relazioni e nel confronto prima di ogni realizzazione materiale.
- Dare valore alla decrescita consapevole: scegliere modelli equilibrati, sostenibili, comunitari invece dell’illusione della crescita illimitata.
- Ottimismo ragionevole: credere nel potere trasformativo della cooperazione e dell’intelligenza collettiva.
Michelangelo Pistoletto, Andrea Illy, Antonella Nonino e Patrizia Moroso hanno rafforzato il messaggio: il futuro richiede circolarità, rigenerazione e profonda interdipendenza tra tutti gli attori sociali e le comunità. Serve intelligenza connettiva, capacità di mettere insieme dati, creatività, responsabilità.
Il cantiere culturale e politico aperto dal Forum continuerà nei prossimi dodici mesi con azioni concrete e misurabili: la città del futuro non sarà solo il risultato di progetti e infrastrutture, ma soprattutto la conseguenza di una società che si mette davvero in relazione, che cura e che si allea.
Come conclusione, tutto il Forum ha ribadito che la città del futuro nasce come “cantiere permanente”, dove le visioni si fanno pratiche durature.
L’Arte diventa strumento di democrazia attiva, l’intelligenza collettiva si trasforma in motore di cambiamento, le differenze diventano energia viva da integrare per generare valore comune.
L’eredità preziosa di queste giornate è l’avvio di un cantiere culturale e politico che vuole continuare, consolidare e trasformare le visioni in pratiche durature tra cittadini, istituzioni e territori.
Solo l’alleanza e l’intelligenza collettiva permettono di costruire la pace e la città del futuro.






