Nel mese di gennaio si è conclusa una nuova tappa di Arvier Innovation, il programma di residenza promosso da Fondazione Santagata e Netural Coop, in collaborazione con il Comune di Arvier (AO) per attivare processi di innovazione territoriale in Valle d’Aosta.
Con il coinvolgimento di oltre 50 persone della comunità di Arvier, Leverogne e dei territori limitrofi, la residenza di febbraio ha messo al centro due temi chiave per il futuro delle aree montane: eco-design e data science applicata alla sostenibilità.
Un percorso che ha intrecciato formazione, confronto e progettazione, con l’obiettivo di immaginare scenari futuri più sostenibili, inclusivi e resilienti per il territorio.
Arvier Innovation: una residenza per il territorio, con il territorio
Arvier Innovation nasce come un programma di residenza che, fino a maggio 2026, accoglie ad Arvier formatori, formatrici, ricercatori e ricercatrici provenienti da diversi contesti disciplinari e geografici di tutta Europa, e legati ai macro-temi del cambiamento climatico connesso al futuro della montagna, sostenibilità sociale e cultura inclusiva.
L’obiettivo è duplice: attivare conoscenze e competenze sul territorio e, allo stesso tempo, costruire visioni condivise a partire dai bisogni reali della comunità locale.
Ogni residenza rappresenta una tappa di un percorso più ampio, pensato come un processo continuo e cumulativo, in cui ogni esperienza contribuisce a costruire un immaginario collettivo e a generare progettualità concrete.
Eco-design come metodo per immaginare servizi e soluzioni locali
La residenza di gennaio ha visto la partecipazione di Anna Masiello, triestina, founder di R-Coat, con esperienza come progettista di iniziative di sostenibilità dal 2018, che ha guidato un percorso di attivazione comunitaria sui temi della sostenibilità e dell’eco-design, non solo come pratica progettuale ma come metodo di pensiero per immaginare servizi, progetti e soluzioni radicate nel territorio e nei bisogni reali di un piccolo paese con servizi limitati in ambito di sostenibilità come Arvier.
Attraverso 4 incontri pubblici e laboratori, la comunità ha lavorato alla mappatura dei bisogni del territorio, individuando alcune sfide chiave:
- Prodotti a Km0;
- Acqua;
- Mobilità;
- Cura del territorio
- Rifiuti.
Per ognuna di queste, sono emerse domande come:
- Come potremmo educare alla stagionalità dei prodotti e alla riduzione degli sprechi sul nostro territorio?
- Come potremmo ottimizzare le risorse idriche dell’Alta Valle?
- Come potremmo creare una mobilità di comunità nell’Alta Valle?
A partire da queste sfide, i partecipanti hanno sviluppato idee embrionali utilizzando l’Eco-design Canvas, generando proposte progettuali in embrione legate alla sensibilizzazione sui prodotti stagionali, alla valorizzazione delle colture locali, alla mobilità green e alla promozione delle filiere corte.
Come ha sottolineato Anna Masiello al termine della residenza:
“Il metodo conta quanto, se non più, dell’idea finale. Mi porto a casa anche una maggiore consapevolezza di quanto sia importante lavorare in piccoli contesti senza semplificarli o idealizzarli, ma riconoscendone complessità e potenzialità.”
Dati e agricoltura: la data science come strumento per la gestione dell’acqua
Parallelamente Marko Djordjevic, dalla Serbia, esperto in ingegneria del software, sviluppo web e data science, che lavora su soluzioni basate su machine learning per problemi reali, ha guidato la comunità di Arvier in un percorso dedicato all’uso della data science per affrontare sfide concrete legate all’agricoltura e in particolare alla gestione dell’acqua.
I laboratori hanno affrontato sfide concrete del territorio, come la mortalità improvvisa delle piante di Génépy, la necessità di sistemi di irrigazione funzionanti per migliorare il foraggio destinato all’allevamento caprino e l’ottimizzazione dell’uso dell’acqua nei meleti per ridurre gli sprechi senza compromettere la produttività.
Il percorso si è concentrato sull’importanza della raccolta, organizzazione e interpretazione dei dati, mostrando come informazioni su suolo, clima, irrigazione e colture possano essere trasformate in strumenti di supporto. Sono state condivise strategie pratiche per il risparmio idrico, il miglioramento della qualità del suolo e il monitoraggio di indicatori chiave come il consumo d’acqua.
Durante la sua residenza, Marko Djordjevic ha sviluppato due output concreti a supporto della comunità di Arvier e del settore agricolo:
- Il primo è un’applicazione per gli agricoltori pensata per ottimizzare l’uso dell’acqua attraverso la pianificazione dell’irrigazione, basata su dati meteo e sulle fenofasi delle piante. Questo tool è particolarmente rilevante considerando che circa il 90% dell’acqua in Valle d’Aosta è utilizzata in agricoltura e che il cambiamento climatico sta causando un aumento delle temperature, con conseguenti pressioni sulle risorse idriche.
- Il secondo output è un’applicazione per la mappatura delle “girandole” di irrigazione sul territorio di Arvier, pensata per essere utilizzata direttamente dalla comunità. Lo strumento permette di raccogliere e condividere informazioni sulla posizione delle infrastrutture irrigue, superando la dipendenza da conoscenze individuali e creando una base di conoscenza collettiva.
Un percorso in continuità: la residenza di febbraio e i prossimi passi
La residenza di gennaio rappresenta una tappa di un percorso più ampio, pensato come un processo lento e stratificato di trasformazione territoriale.
Nel mese di febbraio sono in corso le residenze di David Chevallier e Duna Viezzoli.
David è sociologo e facilitatore di processi partecipativi, che sta sviluppando un progetto di socio-storia partecipativa sul tema dell’acqua, raccogliendo le memorie e le esperienze della comunità attraverso la metodologia del “Quaderno dell’abitante”, utile per raccogliere informazioni rispetto alla relazione tra la comunità dell’Alta Valle.
Parallelamente, Duna Viezzoli, ricercatrice e project manager in ambito europeo, sta guidando un percorso per co-progettare una strategia di sviluppo locale a base culturale, immaginando la montagna del futuro e utilizzando strumenti di future-thinking e criteri condivisi per la vivibilità del territorio.
Ogni residenza contribuisce a costruire un continuum di conoscenze, relazioni e visioni, con l’obiettivo di generare un cambiamento duraturo e radicato nella comunità.
Arvier come laboratorio di innovazione territoriale
Con Arvier Innovation, Fondazione Santagata e Netural Coop sperimentano un modello di residenza territoriale come infrastruttura culturale e sociale, in cui ricerca, formazione e comunità si incontrano per costruire nuovi scenari di sviluppo.
Arvier diventa così un laboratorio vivo, dove l’innovazione non è solo tecnologica, ma anche sociale, culturale e ambientale, e dove il futuro della montagna si immagina insieme a chi la abita quotidianamente.
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“Agile Arvier. La Cultura del Cambiamento” è un progetto del Comune di Arvier (Ao), in collaborazione con Fondazione Santagata e Netural Coop Impresa Sociale, finanziamento PNRR – Next Generation EU, per il progetto pilota PNRR M1C3 Misura 2 Investimento 2.1 linea A – CUP F87B22000380001 – Progetto “Arvier Innovation – Residenza per formatori innovatori – CIG B82B5B7CAE – WP05 – EDUCATION LAB CLP REGIS 2.1_ ARVIER EDUCATION LAB.






