Dal 20 novembre al 18 dicembre 2025, Arvier ha ospitato la prima residenza di Arvier Innovation, il programma dedicato a formatori e formatrici e a ricercatori e ricercatrici con un approccio innovativo, si chiude dopo quattro settimane di incontri, scambio e lavoro condiviso con la comunità di Arvier, in Valle d’Aosta. La comunità saluta Sara Guidolin e Rocco Pisilli, che hanno svolto la residenza dal 20 Novembre al 18 Dicembre, e si prepara ad accogliere con entusiasmo, a partire dal 7 gennaio, Anna Masiello e Marko Djordjevic.
Il programma di residenza Arvier Innovation nasce per portare competenze sul territorio e trasformarle in azioni concrete, attraverso gli Arvier Innovation Labs, momenti aperti a tutta la comunità. Si tratta di spazi formativi pensati per trasmettere conoscenze e accendere idee e stimolare la nascita di progettualità innovative in ambiti fondamentali come sostenibilità sociale, cambiamento climatico nel contesto montano e cultura inclusiva.
Questi laboratori sono stati pensati come luoghi di incontro e dialogo, dove mettere in condivisione esperienze, bisogni e visioni diverse, immaginando insieme il presente e il futuro di Arvier e del suo territorio.
La comunità come pilastro per lo sviluppo del turismo sostenibile: la residenza di Sara Guidolin
Durante la sua residenza, Sara Guidolin, Sustainable Destination Manager con esperienze in diversi contesti internazionali, tra cui Grecia e Kenya, ha lavorato sui temi del turismo community-based e nature-based, accompagnando la comunità in un percorso di co-progettazione di esperienze turistiche ad uno stadio embrionale, radicate nelle risorse e nelle specificità del territorio.
Che tipo di turismo desideriamo? Qual è il posizionamento del territorio? Quanto è importante il lavoro in rete tra persone, attività e istituzioni? Queste le domande che Sara ha posto alla comunità per giungere ad una visione condivisa sul tema.
Durante i laboratori, i/le partecipanti hanno acquisito strumenti semplici e pratici per:
- leggere il territorio a partire dalle risorse già presenti;
- comprendere le principali tendenze del turismo e le tipologie di viaggiatori/trici;
- riflettere su limiti, necessità e potenzialità specifiche di Arvier;
- co-progettare micro-esperienze replicabili ad uno stadio embrionale, radicate nella comunità.
Dagli esercizi di co-creazione sono emerse proposte di micro-esperienze che intrecciano natura, tradizioni locali e produzioni enogastronomiche, spesso immaginate come percorsi esperienziali capaci di raccontare il territorio in modo autentico.
Il confronto ha fatto emergere anche alcune tensioni e bisogni aperti, come:
- la necessità di spazi di aggregazione;
- il tema della gestione e della cura degli spazi esistenti;
- il riconoscimento condiviso del valore delle risorse naturali e culturali, percepite come un patrimonio con un forte potenziale;
- la mancanza di figure di riferimento che facilitino la trasformazione di idee in azioni strutturate.
Raccontare il territorio a partire dalle narrazioni dal basso: la residenza di Rocco Pisilli
Rocco Pisilli è consulente e project manager in ambito di sviluppo locale e globale, con diverse esperienze in progetti di rigenerazione urbana e attivazione civica, come Casa Netural e Wonder Grottole. Durante la sua residenza, la comunità ha lavorato sui temi dello storytelling e del marketing territoriale, ha esplorato il tema del racconto del territorio attraverso le voci di chi lo abita. La sua residenza si è conclusa con la creazione di un archivio audiovisivo collettivo, che raccoglie narrazioni, materiali e desideri emersi immaginando Arvier nel 2050.
Nei suoi laboratori, Rocco ha introdotto il concetto di territorio come stratificazione di significati: non solo come spazio geografico, ma come luogo di memorie, pratiche quotidiane e immaginari collettivi. Attraverso esempi come Matera 2019 e Visit Trentino, ha mostrato come le narrazioni possano contribuire a ridefinire l’identità dei luoghi.
Un focus importante è stato dedicato alle narrazioni dal basso, intese come strumenti di empowerment per le comunità, capaci di restituire alle persone il controllo delle proprie storie. Con questo focus, i partecipanti hanno sperimentato strumenti pratici come interviste narrative, mappe emozionali e archivi digitali per la raccolta e restituzione delle storie del territorio.
Inoltre, il suo lavoro si è concentrato anche sull’importanza dell’arte partecipata e sulla costruzione di un percorso con audioguida dedicato alla parte di pianura della Valle d’Aosta, spesso marginale nelle narrazioni tradizionali. Il laboratorio ha affrontato questioni concrete, come quali luoghi includere, quali voci coinvolgere, come rendere l’audioguida accessibile e coinvolgente e come garantire la sostenibilità del progetto nel tempo.
La residenza di Rocco si è conclusa con una mostra finale che ha restituito l’archivio audiovisivo di narrazione di Arvier, Arvier Futura (2050), archivio che raccoglie materiali audiovisivi prodotti durante gli incontri, fotografie storiche provenienti dall’archivio della biblioteca comunale di Arvier, lettere e disegni realizzati dai/lle partecipanti.
La mostra finale ha rappresentato un momento di confronto e condivisione molto partecipato, aprendo uno spazio di dialogo sui desideri e sulle visioni future della comunità.
Quando abbiamo chiesto a Rocco cosa si porterà a casa da questa esperienza, ci ha risposto:
“La conferma che le narrazioni dal basso possono ridefinire un territorio: Le storie raccolte direttamente dalla comunità hanno mostrato come le identità locali possano essere ridefinite attraverso la partecipazione. Questo è un insegnamento prezioso per il mio lavoro futuro.”
L'impatto e le e nuove opportunità
Il percorso avviato con la prima residenza ha coinvolto 54 partecipanti tra i 22 e i 70 anni, con background e professioni molto diverse: operatori/trici outdoor, persone che gestiscono piccoli affittacamere, tecnici comunali, studenti/esse di turismo e produttori/trici vitivinicoli. Inoltre, ha aiutato i/le partecipanti a prendere maggiore consapevolezza dell’impatto che il fare rete e il rafforzamento della coesione comunitaria possono avere sul territorio.
I risultati emersi in questa residenza non si esauriscono con la chiusura della stessa, ma diventano materiale di lavoro per le fasi successive del programma di residenza, alimentando un processo continuo di ricerca, formazione e attivazione e comunicazione tra le residenze e i diversi temi che proseguirà da qui fino a maggio.
Tra i temi che restano aperti e che guideranno gli sviluppi futuri di Arvier Innovation emergono, tra le altre cose, la gestione della stagionalità turistica e della sostenibilità economica durante l’anno, la necessità di superare il turismo mordi-e-fuggi a favore di soggiorni più lunghi e la definizione di una strategia condivisa di posizionamento del territorio.
I prossimi residenti in arrivo ad Arvier
Con l’arrivo delle nuove persone in residenza, Anna Masiello e Marko Djordjevic, Arvier Innovation daremo avvio alla seconda residenza, in partenza il 7 gennaio, portando avanti un approccio cumulativo: le riflessioni, le idee e le domande emerse nelle residenze precedenti diventano la base su cui costruire nuovi approfondimenti e sperimentazioni.
Anna Masiello, founder di R-Coat e Trieste Senza Sprechi e content creator, concentrerà il lavoro di formazione sull’eco-design applicato al turismo e alle pratiche quotidiane. Attraverso lezioni e laboratori, i/le partecipanti esploreranno come progettare servizi, prototipi e progetti a basso impatto, imparando a leggere il territorio con nuovi occhi, riconoscendone risorse e criticità, e a generare idee sostenibili, realistiche e condivise.
Con Marko Djordjevic, esperto in ingegneria del software, sviluppo web e data science, la comunità avrà l’opportunità di lavorare sul tema dell’applicazione della data science nel settore agroalimentare. Le attività formative saranno dedicate all’utilizzo di strumenti digitali per l’ottimizzazione del lavoro, delle risorse e dei processi produttivi, sia nella quotidianità che in ambito agroalimentare.
Il calendario completo degli Arvier Innovation Labs è consultabile qui.
Arvier Innovation non ha la pretesa di promettere soluzioni immediate. Sceglie piuttosto di costruire nel tempo spazi di possibilità, relazione e immaginazione condivisa, accompagnando la comunità di Arvier – e il territorio che la circonda – in un percorso di trasformazione lento, consapevole e collettivo, capace di generare futuro a partire dalle persone e dai luoghi.
Photo credits: Fondazione Santagata e Rocco Pisilli.
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“Agile Arvier. La Cultura del Cambiamento” è un progetto del Comune di Arvier (Ao), in collaborazione con Fondazione Santagata e Netural Coop Impresa Sociale, finanziamento PNRR – Next Generation EU, per il progetto pilota PNRR M1C3 Misura 2 Investimento 2.1 linea A – CUP F87B22000380001 – Progetto “Arvier Innovation – Residenza per formatori innovatori – CIG B82B5B7CAE – WP05 – EDUCATION LAB CLP REGIS 2.1_ ARVIER EDUCATION LAB.






