Tra intelligenza collettiva, gestione dei beni comuni e nuove metodologie di attivazione civica, proseguono in Valle D’Aosta le attività coordinate da Netural Coop e Fondazione Santagata per fornire nuove competenze alla comunità locale e stimolare la nascita e crescita di nuovi progetti ed economie sul territorio dell’Alta Valle.
Da alcuni mesi infatti, nel borgo di Arvier (AO) ha preso il via il programma di residenze generative Arvier Innovation (finanziato dai fondi del PNRR), che ogni mese vede l’arrivo di due ricercatrici/tori dall’Europa, selezionate/i tra più di 70 candidate/i e chiamate/i a condividere le loro esperienze con i cittadini coinvolgendoli in laboratori ed attività formative.
Il mese di febbraio in particolare ha visto l’arrivo in paese di David Chevallier e Duna Viezzoli.
David, storico e sociologo, si è focalizzato sulla questione dell’acqua, uno dei temi sui quali la comunità locale aveva già espresso particolare interesse durante gli incontri con le ricercatrici e i ricercatori precedenti, consegnando ai cittadini un quaderno per immaginare Arvier nel 2050 e costruire una visione collettiva del futuro dell’Alta Valle partendo da uno degli elementi simbolo del territorio.
Duna, ricercatrice in patrimonio e sostenibilità, si è invece concentrata sull’analisi della qualità di vita del territorio a partire dalle risorse presenti, condividendo con la comunità strumenti utili per valorizzare il patrimonio culturale e paesaggistico inteso non “solo” come eredità da preservare, ma come punto di partenza per ripensare servizi per chi lo abita e in chiave turistica.
Il valore della ricerca-azione: tra Metodo e Comunità
Il cuore del programma Arvier Innovation non è solo l’ospitalità, ma l’innesto di quello che definiamo Brain Gain: l’apporto di sguardi esterni e competenze internazionali capaci di rompere l’isolamento dei territori marginali, trasformando le criticità locali in opportunità globali. Attraverso il lavoro di David e Duna, abbiamo potuto applicare strumenti di analisi complessi, rendendoli accessibili e pratici per la comunità.
Cosa abbiamo fatto concretamente ad Arvier?
Il lavoro di David e Duna non è stato solo quello di “fare lezione”, ma di fornire agli abitanti degli strumenti per riprendersi il ruolo di protagonisti nelle scelte del paese.
David Chevallier: risvegliare il "Potere dell'Agire"
David è partito da una domanda fondamentale: come può una piccola comunità sentirsi protagonista del proprio futuro invece di subire i cambiamenti? È qui che entra in gioco il “potere dell’agire”.
Cosa significa “Potere dell’Agire”? Non significa dare “potere” in senso politico, ma restituire alle persone la consapevolezza che le loro scelte contano. Spesso la sensazione diffusa tra i cittadini è che le decisioni (sul clima, sulle opere pubbliche, sulle risorse) vengano prese solo ed esclusivamente “dall’alto”. Il lavoro di David serve a scardinare questa percezione, dimostrando che la conoscenza del territorio e la partecipazione sono le prime forme di forza di una comunità.
Cosa ha fatto concretamente? David non ha fatto una lezione accademica, ma ha attivato un processo di Intelligenza Collettiva. Ecco i passaggi chiave:
- La Storia come specchio: Ha ricostruito con i residenti una linea del tempo dal 1300 a oggi. Perché capire che i canali che irrigano i campi di Arvier sono frutto di una gestione comunitaria secolare fa capire che anche oggi la comunità ha il “potere” di decidere come gestire quelle risorse.
- Il metodo “E se…?”: Ha usato la storia per allenare l’immaginazione. Analizzando i grandi bivi del passato (come l’apertura del traforo del Monte Bianco tra criticità e benefici), ha spinto i cittadini a chiedersi: “Quali bivi abbiamo davanti oggi?”.
Il focus: l’Acqua come bene comune
Questo metodo è stato applicato a un tema vitale: l’acqua. David ha scelto l’acqua perché non è solo una risorsa tecnica, ma è l’elemento che disegna il paesaggio e l’identità di Arvier e dell’Alta Valle. Insieme ai cittadini, si è focalizzato su:
- La gestione della scarsità: Come risparmiare acqua oggi per non restare senza domani.
- La sicurezza: Come convivere con i rischi (le “bombe d’acqua”) proteggendo il patrimonio.
- Il futuro energetico: Il ruolo delle centraline e dei bacini.
Il risultato per il territorio: David ha fatto compilare ai cittadini il “Quaderno Arvier 2050”: in cui sono state delineate una raccolta di riflessioni e proposte pratiche (dalla cura dei ruscelli alla sensibilizzazione domestica), uno strumento utile a ricordare a tutti che il futuro dell’acqua non è scritto, ma dipende dal potere dell’agire di chi abita la valle.
Duna Viezzoli: Abitare il cambiamento e la "Corvée 2.0"
Duna Viezzoli si è immersa nella geografia umana di Arvier. Il suo obiettivo è stato capire come le grandi trasformazioni fisiche del PNRR possano tradursi in una reale migliore qualità della vita per chi abita il borgo ogni giorno.
Cosa significa “Abitare il cambiamento”? Spesso, quando in un paese aprono grandi cantieri, i cittadini si sentono spettatori passivi o, peggio, subiscono i disagi dei lavori senza comprenderne il valore finale. Duna ha lavorato per colmare questo vuoto, trasformando i “non luoghi” del cantiere in spazi di immaginazione collettiva. Abitare il cambiamento significa smettere di guardare le gru e iniziare a guardare cosa succederà dentro quegli edifici una volta pronti.
Cosa ha fatto concretamente? Duna ha utilizzato un metodo chiamato “Ricerca-Azione”, che consiste nel mescolarsi alla vita del paese per far emergere i bisogni reali:
- Oltre la punta dell’Iceberg: Duna ha spiegato alla comunità che i problemi visibili (come la bassa partecipazione o il distacco dei giovani) sono solo la “punta” di un iceberg. Per risolverli, è andata a cercare le cause sommerse nei luoghi del quotidiano: ha dialogato con i giovani al bar e ha partecipato al torneo di Belote con la comunità più anziana, raccogliendo sogni e preoccupazioni che raramente emergono in un ufficio comunale.
- Cantieri Aperti: Ha facilitato visite guidate e laboratori direttamente nei luoghi simbolo della trasformazione: il Castello, l’ex asilo Agorà e lo spazio Espace T. Portare le persone “dentro” la trasformazione serve a far sentire quegli spazi già un po’ propri.
Il focus: il Patrimonio come bene comune (La Corvée Moderna)
Il risultato per il territorio: Duna ha consegnato una “Mappatura relazionale” che evidenzia “chi potrebbe fare cosa” all’interno dei nuovi spazi rigenerati dal PNRR, e un diario di bordo che è una vera guida sociologica per l’Amministrazione. Il suo lavoro ha permesso di:
- Ridurre la distanza tra cittadini e progettualità del PNRR.
- Identificare i leader locali (giovani e meno giovani) pronti a prendersi cura dei nuovi spazi.
- Fornire un metodo per trasformare i nuovi edifici in centri di servizio reali, evitando che diventino “scatole vuote”.
Il tema centrale di Duna è stato immaginare possibili soluzioni di recupero delle Corvée, l’antica tradizione valdostana di cura collettiva del territorio.
- La Maison des Associations: Ha lavorato con i rappresentanti di Alpini, Vigili del Fuoco e Pro Loco per immaginare come l’ex asilo Agorà possa diventare una “casa delle associazioni” viva e autogestita.
- Servizi e Turismo: Ha aiutato a ripensare il patrimonio non come un museo polveroso, ma come una risorsa per creare nuovi servizi per i residenti e un’accoglienza turistica autentica, basata sul benessere di chi vive il luogo tutto l’anno.
Il risultato per il territorio: Duna ha consegnato una “Mappatura relazionale” che evidenzia “chi potrebbe fare cosa” all’interno dei nuovi spazi rigenerati dal PNRR, e un diario di bordo che è una vera guida sociologica per l’Amministrazione. Il suo lavoro ha permesso di:
- Ridurre la distanza tra cittadini e progettualità del PNRR.
- Identificare i leader locali (giovani e meno giovani) pronti a prendersi cura dei nuovi spazi.
- Fornire un metodo per trasformare i nuovi edifici in centri di servizio reali, evitando che diventino “scatole vuote”.
I benefici delle Residenze Generative
Il programma Arvier Innovation dimostra che la rigenerazione di un territorio non è un processo che si può calare dall’alto, ma un seme che va coltivato sul posto. Ospitare ricercatori come David e Duna non è stato solo un evento culturale, ma un investimento strategico che riteniamo possa portare tre benefici concreti a ogni comunità:
- Il superamento dell’isolamento (Brain Gain): Portare “intelligenze esterne” permette di rompere la routine e guardare ai problemi di sempre con soluzioni nuove. Lo sguardo dei ricercatori ha trasformato Arvier in un laboratorio europeo, che può attirare l’attenzione di istituzioni e centri di ricerca ben oltre i confini regionali.
- La tutela degli investimenti (Sostenibilità del PNRR): Grazie alla facilitazione e all’ascolto dei bisogni reali, il Comune non sta solo restaurando edifici, ma sta preparando il terreno affinché questi spazi siano gestiti, vissuti e amati dai cittadini. Il lavoro sulle persone “assicura” l’investimento fatto sulle pietre, evitando il rischio di opere sottoutilizzate.
- La costruzione di una Visione Comune: grazie agli strumenti utilizzati da David e Duna, Arvier oggi ha una bussola. Il territorio smette così di rincorrere le emergenze e inizia a progettare il proprio 2050, riscoprendo la forza della collaborazione e il valore del proprio patrimonio.
In conclusione, Arvier Innovation ci ricorda che la cultura è la vera infrastruttura di un paese. Come Netural Coop, crediamo che ogni piccolo borgo abbia in sé un “potere dell’agire” immenso: il nostro obiettivo è fornire gli strumenti giusti per risvegliarlo e trasformarlo in nuove economie, servizi e benessere per chi resta e per chi arriverà.
“Agile Arvier. La Cultura del Cambiamento” è un progetto del Comune di Arvier (AO), in collaborazione con Fondazione Santagata e Netural Coop Impresa Sociale, finanziamento PNRR – Next Generation EU, per il progetto pilota PNRR M1C3 Misura 2 Investimento 2.1 linea A – CUP F87B22000380001 – Progetto “Arvier Innovation – Residenza per formatori innovatori – CIG B82B5B7CAE – WP05 – EDUCATION LAB CLP REGIS 2.1_ ARVIER EDUCATION LAB.






